Iniziative interessanti: Amazon, Chrome ed Ecosia per l’Amazzonia

Iniziative interessanti: Amazon, Chrome ed Ecosia per l’Amazzonia

Siamo ben consci dei cambiamenti climatici che devastano il nostro pianeta, uno dei più persistenti, che non stenta a placarsi, è quello degli incendi in Amazzonia. La foresta brucia e noi abbiamo iniziato a mobilitarci (apparentemente) sui social.

Siamo indignati, siamo arrabbiati, eppure come nostro solito, probabilmente poco concreti.

Intanto, anche i colossi del nostro millennio (ognuno a suo modo) hanno iniziato, più che a mobilitarsi, a mettere in atto svariate campagne di sensibilizzazione riguardo il problema. Ecco quindi le iniziative che ci sono piaciute e che abbiamo notato riscuotere un certo successo nel vasto mondo del web, proposte qui per voi.

Ecosia – Amazon – Amazzonia

Come rendere divertente (e utile) un’omonimia: Amazon e Chrome

Dal passato contenzioso per una un po’scomoda omonimia, alla valorizzazione positiva di quest’ultima per il bene superiore (quando si vuole) è un attimo. Così nasce “Amazon is Burning” l’estensione di Chrome che brucia, letteralmente, la home dell’e-commerce al fine di raccogliere fondi a favore dell’Amazzonia.

Come? Permettendo all’utente di effettuare donazioni alla Rainforest Trust (organizzazione no profit) che da sempre lavora e si batte per la protezione dell’ambiente e della biodiversità.

Un promemoria bello forte, che ci ricorda, nonostante le continue distrazioni, che non possiamo più esimerci dalle nostre responsabilità verso l’ambiente e il nostro pianeta.

Ecosia – Amazon – Amazzonia

Il click che tutela e protegge l’ambiente: Ecosia

Un’iniziativa nata in Germania nel 2009 e portata avanti con successo è quella di Ecosia, il motore di ricerca grazie al quale sono stati piantati più di 65 milioni di alberi.

Sì, fare ricerca non fa bene solo alla conoscenza, ma anche all’ambiente.

Utilizzare Ecosia come browser dà l’opportunità all’utente di contribuire alla riforestazione del pianeta e, dopo il boom di notizie sulla vicenda Amazzonia, non c’è da meravigliarsi se i download del motore di ricerca sono passati da una media giornaliera di 20 mila a una di 250 mila, nelle sole 24 ore di mercoledì 22 agosto.

La parte coscienziosa del mondo virtuale prende forma e lo fa piantando il seme della responsabilità etica che tanti paventano, ma in pochi (pochissimi) praticano davvero.

Secondo i report statici presentati da Ecosia all’utente bastano in media 45 ricerche per permettere la piantumazione di un albero, che non viene solo “messo al mondo”, ma nutrito e tutelato dal programma di salvaguardia Ecosia che, a tal fine, si avvale di Chief tree-planting officer che visitano i siti e controllano tramite immagini satellitari lo stato della vegetazione piantumata.

Ecosia – Amazon – Amazzonia

Detto ciò, la situazione in effetti non è delle migliori. È ora di contribuire attivamente e, soprattutto, concretamente, perché la verità è che non abbiamo più scuse.

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